15/01/2026 TRIESTE – Scattano le perquisizioni per i disordini del 2 ottobre alla stazione ferroviaria centrale di Trieste. La Polizia di Stato ha eseguito nove decreti nell’ambito dell’indagine su un corteo non autorizzato. || A distanza di mesi dai disordini alla stazione ferroviaria centrale, scattano le perquisizioni. Questa mattina a Trieste la Polizia di Stato ha eseguito nove decreti di perquisizione personale e locale, emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, nell’ambito dell’indagine sui fatti del 2 ottobre 2025. I provvedimenti hanno interessato soggetti riconducibili agli ambienti dell’antagonismo locale, indagati, in concorso, per danneggiamento, resistenza a pubblico ufficiale, violenza privata, interruzione di pubblico servizio e violazione delle disposizioni in materia di svolgimento di manifestazioni in luogo pubblico. I fatti contestati si riferiscono all’iniziativa estemporanea avvenuta nel contesto di una mobilitazione pro-Pal. In quella circostanza gli indagati, muovendosi in corteo non autorizzato, hanno raggiunto la stazione ferroviaria con l’intento di occuparla, infrangendo le porte a vetri di uno degli ingressi di viale Miramare. L’accesso all’interno della struttura è stato impedito dalle forze di polizia schierate a tutela dell’obiettivo.Le attività investigative svolte dalla DIGOS della Questura di Trieste, in raccordo con la Procura della Repubblica, hanno consentito di rinvenire nella disponibilità degli indagati accessori personali e capi di abbigliamento utilizzati anche per ostacolare il riconoscimento, elementi utili a confermare l’identità degli autori dei reati contestati. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase preliminare. Sull’operazione è intervenuta anche la Segreteria provinciale del Sindacato Autonomo di Polizia, che ha espresso apprezzamento per l’attività investigativa della DIGOS di Trieste, evidenziando al tempo stesso la necessità di un rafforzamento degli uffici investigativi. Il sindacato ha richiamato l’attenzione sulla carenza di personale, sottolineando l’importanza di investimenti strutturali per garantire continuità ed efficacia all’azione di prevenzione e contrasto. (Servizio di Bernardo Gulotta)
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