09/02/2026 TRIESTE – Contrarietà e preoccupazione da parte del Partito Democratico sulla riforma dei porti e la creazione di Porti d’Italia SPA, società statale che accentra i poteri delle Autorità di Sistema. Il rischio è una perdita di autonomia, denaro e risorse umane || Porti d’Italia SPA non piace al Partito Democratico. La società partecipata che nei suoi obiettivi centralizzerà la governance dei principali scali italiani come previsto dal disegno di legge per la riforma della portualità italiana, è stata al centro della conferenza stampa odierna da parte dell’Onorevole Debora Serracchiani e dal gruppo del Partito Democratico in Fvg: la preoccupazione è quella di una cessione di autonomia sulle decisioni strategiche e di tenuta dei porti nazionali con un riferimento specifico al sistema giuliano, che vanta caratteristiche particolari rispetto agli altri porti del paese, in virtù della sua vocazione internazionale e degli investimenti sull’intermodalità ferroviaria.Dall’eccessiva frammentazione alla centralizzazione spinta, il Partito Democratico riconosce che una regia nazionale sia necessaria, ma il rischio in questi termini è l’impoverimento delle autorità di sistema. Trieste potrebbe pagare un prezzo caro: circa 20 milioni di euro in meno senza contare anche il trasferimento di personale – Intervistati ON. DEBORA SERRACCHIANI (DEPUTATA PARTITO DEMOCRATICO) (Servizio di Bernardo Gulotta)
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