16/02/2026 UDINE – L’Udinese infila la seconda sconfitta consecutiva e porta a casa tante indicazioni negative. Solet in dubbio per Bologna e Runjaic che si innervosisce in conferenza. Urge un cambio di rotta. || E’ purtroppo la solita Udinese, che come la proverbiale Penelope fa e poi disfa; e così dopo due vittorie consecutive, Verona e Roma, che avevano caricato ed elettrizzato l’ambiente, ecco che sono arrivate due sconfitte, pesanti. Stesso risultato tra Lecce e la sfida casalinga contro il Sassuolo, ma uguale amarezza a rovinare la classifica da una potenziale ottavo posto all’undicesimo. Dispiacere incredibile, anche perché è stata una sconfitta dovuta a un incredibile blackout. Sì, perché l’Udinese era partita bene e pur senza incantare aveva chiuso il primo tempo avanti 1-0, tra l’altro con il secondo gol consecutivo di Solet, ancora di piede destro, confermando tra l’altro la maledizione che lo ha visto mai vincente nelle 4 partite in Serie A in cui è andato in gol. Una gara apparentemente in controllo, con però alcune falle pericolose a sinistra. Grosso le intuisce e inserisce Ulisses Garcia; l’ex Olympique Marsiglia funge da cuneo e spezza la difesa bianconera; anche la scelta del 4-4-2 di Runjaic si rivela non efficiente e i neroverdi passano con due reti in poco più di 90 secondi, compresa l’esultanza in mezzo. I soliti Lauriente e Pinamonti freddano il Bluenergy Stadium e aggiornano i dati negativi dei lunch match. Non si vince alle 12.30 da 12 partite, e Kosta si conferma “spuntato” all’ora di pranzo con la sesta sconfitta (a fronte di due pareggi) in otto gare disputate in questo sfortunato orario. La sconfitta in rimonta di certo non è stata ben digerita dal mister tedesco, che appare infatti nervoso in conferenza stampa e in mixed zone. Non accetta il discorso sulle poche motivazioni e non si assume colpe sulla situazione della sofferenza a sinsitra, che tra l’altro era stata decisiva anche all’andata contro la squadra di Grosso.Ora l’obiettivo è uno solo, rialzarsi, subito, a prescindere dall’assenza di Davis e alla condizione non perfetta di Oumar Solet, uscito claudicante per Gueye nell’assalto finale tentato vanamente dalle zebrette. Perché bisogna (Servizio di Stefano Giovampietro)
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