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UDINE | ‘MURO’ DELLA PROCURA E IRENE GIUROVICH RILANCIA: «INDAGATA PERCHE’ ATTIVISTA ANTI-CA…

14/03/2026 UDINE – Non si placa la protesta di Irene Giurovich dopo il silenzio della Procura che non ha risposto al suo gesto di incatenarsi. Per l’attivista l’azione giudiziaria del magistrato è frutto di una sorta di ritorsione per il suo impegno civile. Lo ha ribadito in un duro comunicato. || Non si placa la protesta di Irene Giurovich. All’indomani del gesto simbolico di venerdì, quando la giornalista e attivista animalista si è incatenata davanti alla Procura di Udine, il clima in vicolo Lovaria resta teso per quello che lei definisce “un paradosso giuridico”.La Giurovich rompe il silenzio parlando di un “muro di gomma”. Nessuna risposta sarebbe arrivata dal Procuratore Capo, nonostante le richieste di un intervento immediato. Ma il cuore della polemica non è solo tecnico, è politico e ideologico. L’attivista lancia un’accusa pesante: l’indagine nei suoi confronti sarebbe viziata da un pregiudizio legato alle sue battaglie animaliste e anti-caccia.Secondo la Giurovich, il magistrato titolare del fascicolo “ha sempre archiviato i miei esposti sulle violazioni venatorie”, attacca l’attivista, suggerendo che l’azione giudiziaria sia una sorta di ritorsione per il suo impegno civile. Una mancanza di terzietà che, secondo la difesa, dovrebbe portare all’immediato annullamento della procedura.C’è poi la questione del prodotto sequestrato. La difesa punta il dito su un errore di bersaglio: lo spray, acquistato legalmente, riporta in etichetta la dicitura “non classificabile come arma”. “Se il prodotto è fuori norma, perché non si indaga la ditta produttrice o non si sequestrano i lotti ancora in vendita nei supermercati?” si chiede la giornalista, ricordando di aver superato con quello stesso flacone persino i controlli aeroportuali.L’avvocato Andrea Castiglione ha già depositato una memoria difensiva, denunciando violazioni dei diritti di difesa durante le consulenze tecniche. La Giurovich nel suo comunicato attacca il magistrato di aver scritto male la parole Capsicum, che significa peperoncino, insomma, un commento piccante, come la questione. La palla passa ora alla Procura, chiamata a rispondere su un caso che continua a far discutere. (Servizio di Stefano Giovampietro)


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