24/04/2026 PADOVA – Omicidio Marco Cossi. Resta da chiarire il giallo dietro alla presunta attività di spaccio legata al food track. L’ex moglie di Cossi, Georgiana Costache, nega categoricamente questa ipotesi: «Ci metto la mano sul fuoco» || Georgiana Costache non ci crede e nega categoricamente il coinvolgimento di Marco Cossi in un presunto progetto di attività di spaccio. La 39enne, ex moglie del 48enne ucciso con più di 15 coltellate a Padova, non crede quindi alla versione fornita da Samuele Donadello agli inquirenti. Proprio quest’ultimo doveva essere il futuro socio in un progetto di food truck che sarebbe dovuto partire proprio la sera dell’aggressione. Secondo una prima ricostruzione, la lite tra i due sarebbe nata da contrasti legati alle presunte attività illecite, tra cui l’ipotesi che il chiosco potesse nascondere un traffico di droghe sintetiche e sigarette al Thc. Una versione che non convince però l’ex moglie con la quale Marco è stato sposato fino al 2019. Resta inoltre da chiarire, attraverso gli esami tossicologici, se Cossi fosse sotto l’effetto di sostanze al momento dei fatti. Anche su questo punto l’ex moglie ridimensiona: ammette un consumo occasionale, ma limitato al tempo libero. C’è però chi Samuele Donadello lo consosce fin dall’infanzia e lo descrive in maniera completamente diversa. Tra questi Demis Perdoncin, titolare del Cafè Noir di Bresseo, bar frequentato dal 47enne ora in carcere. (Servizio di Marta Zatta)
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